Perché “guardare in faccia la realtà” fa così male?
Quando si parla di legge dell’attrazione o di subconscio, salta sempre fuori la solita frase: “Devi guardare in faccia la realtà”.
Certamente, fuggire dai problemi è pericoloso e restare a fantasticare senza agire non porta da nessuna parte. Tuttavia, la vera sofferenza di molte persone non deriva dalla realtà in sé, ma dalla reazione mentale che scatta nel momento esatto in cui ci guardiamo intorno.
“Tanto è impossibile.”
“Soffrirò di nuovo.”
“Non si sta realizzando nulla.”
Quando i pensieri vanno fuori controllo in questo modo, la mente si esaurisce prima ancora che sia successo qualcosa di concreto.
Al contrario, chi riesce a mantenere un minimo di distacco – pensando “Per ora le cose stanno così, ma potrebbe essere solo un’apparenza” – ha una marcia in più. Il motivo? Non cede il controllo delle proprie emozioni alla realtà circostante.
Anche se accade qualcosa di spiacevole, non siamo obbligati a scegliere la sofferenza. Fai un respiro profondo, ascolta della musica, calma il rumore di fondo nella tua testa. Da quel momento in poi, puoi scegliere di nuovo come sentirti. Quando inizi a padroneggiare questa sensazione, smetti gradualmente di essere “schiavo della realtà”.
Come l’amore per se stessi (Self-Love) trasforma le relazioni
Osservando le dinamiche sentimentali, si nota spesso come la paura di perdere il partner sia così forte da spingere molte persone a mettersi costantemente in secondo piano.
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Assecondare ogni minimo desiderio dell’altro.
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Adeguarsi a tutto pur di non essere rifiutati.
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Continuare la relazione a tutti i costi, anche logorando se stessi.

Ma a forza di fare così, la bilancia si sbilancia inevitabilmente verso la formula “Partner > Io”.
Una persona una volta mi ha raccontato che, a causa del modo in cui trascurava se stessa, aveva finito per essere trattata con superficialità anche dal partner. È stato solo allora che ha iniziato a chiedersi: “Ma cosa significa davvero volersi bene?”.
L’amore per se stessi può sembrare un concetto astratto o complicato, ma in realtà si basa su domande molto semplici:
“Cosa voglio davvero?” “Cosa mi ha dato fastidio?” “Come desidero essere trattata/o?”
Praticare il self-love significa rispettare sinceramente questi bisogni.
Nel mondo del subconscio si dice spesso che ci si concentra su ciò che si vuole vedere. Se continui a focalizzarti su una versione di te “che non viene amata”, l’universo non farà altro che confermare questa visione. Al contrario, se poni come standard l’idea di essere una persona che merita naturalmente rispetto e amore, cambierà radicalmente anche il tuo modo di scegliere chi avere accanto.
Si possono manifestare i desideri anche se si è negativi?
Una delle testimonianze più interessanti che mi sia capitato di sentire riguarda il fatto che la legge dell’attrazione funziona anche se si provano emozioni negative.
La protagonista di questa storia mancava di autostima ed era costantemente piena di ansie in amore. Ogni volta che vedeva il ragazzo che le piaceva, la sua mente si affollava di dubbi: “E se mi rivolge la parola, cosa faccio?”, “Mi emozionerò e farò una figura terribile…”, “Se mai dovessimo metterci insieme, di cosa parleremo?”.
Normalmente, i “guru” della positività direbbero che con un atteggiamento del genere non si va da nessuna parte. Eppure, la realtà dei fatti era ben diversa: finiva quasi sempre per attrarre e piacere ai ragazzi più popolari e affascinanti.
L’elemento chiave in questo caso è l’intensità emotiva. Nonostante l’ansia e la tensione, la sua mente stava comunque visualizzando in modo estremamente vivido e continuo un futuro con la persona amata. In altre parole, anche se i pensieri erano venati di paura, la sua attenzione era totalmente immersa nel desiderio.
Spesso si ripete che bisogna essere sempre positivi a tutti i costi. Ma la verità è che gli esseri umani non sono macchine e non possono cambiare umore con un click. A volte, quell’immersione totale che ti porta a immaginare le cose in modo così realistico (ansie incluse) è proprio ciò che fa percepire il desiderio come concreto e tangibile al subconscio.
La realizzazione dei desideri è come investire in borsa
Un altro paragone molto azzeccato paragona la manifestazione dei desideri al mercato azionario.
Quando compri un’azione promettente, è raro che il suo valore schizzi alle stelle il giorno successivo. Spesso, anzi, subisce inizialmente un calo. I principianti, non sopportando quella fluttuazione negativa, si fanno prendere dal panico e vendono subito, pensando: “Ecco, lo sapevo che era una truffa”. Chi ottiene veri profitti, invece, non si lascia influenzare dai movimenti a breve termine e mantiene la posizione.
Questo meccanismo è identico quando si parla di obiettivi e desideri.

Nel momento esatto in cui decidi che qualcosa si realizzerà, la realtà non cambia istantaneamente. A volte si presenta persino la situazione opposta. Se ogni volta che le cose non vanno come vorresti ti arrendi dicendo “È impossibile”, “Non funziona” o “La mia realtà non cambierà mai”, è in quel momento che dichiari il fallimento.
La vera difficoltà del subconscio, a differenza della borsa, è che non ci sono grafici o numeri per verificare l’andamento dei progressi. Ecco perché è necessaria quella che potremmo definire una “presa salda” per continuare a crederci.
Naturalmente non si tratta di cadere in una fede cieca e irrazionale. Tuttavia, mantenere un atteggiamento che eviti di decretare un fallimento assoluto solo perché i risultati non sono ancora visibili, è forse la competenza più importante da sviluppare.
Conclusioni
Quando si analizzano i meccanismi del subconscio, l’espressione “ignorare la realtà” viene spesso fraintesa. In verità, non si tratta di negare ciò che ci circonda, bensì di non lasciarsi travolgere da esso.
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Impara a prenderti cura di te.
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Riconquista il controllo delle tue emozioni.
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Non cercare di cancellare la negatività con la forza.
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E, soprattutto, non arrenderti prima del tempo.

In fin dei conti, la svolta per molte persone non è arrivata grazie a capacità straordinarie, ma semplicemente cambiando il modo di relazionarsi con il proprio mondo interiore.
